Arriva il natale
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There are no translations available. A Natale, con buon anticipo, ci troviamo sommersi da palle colorate, luminarie, strisce colorate, alberi di natale, babbi natale che ridono dappertutto e tante di queste cose che vogliono darci il senso della festa. Questo ,anche ai giorni d’oggi, tempo di crisi in cui il natale non può non essere consumistico, per chi se lo può o vuole permetterselo. Ho cercato su internet “l’altro Natale”. Pensavo al Natale della solidarietà, della carità. Ci sarà pure tra 31.300 indicazioni che google mi ha dato ma, sinceramente, ho perso la pazienza di cercalo. C’è un altro natale sì che parla di pranzi, di giochi per grandi e piccini, di cose semplici, di tradizioni rinnovate, quindi di presepi, di buoni propositi, di bontà, magari di incontro di altre culture. Cose belle certo. Ma io vorrei spiegare ad un “martianus sapiens” che si trovasse per caso di passaggio, in questo periodo, sulla terra perché succede tutto questo. Non si comprende infatti che cosa festeggiamo: una vittoria di calcio, una anniversario nazionale o che cosa? Forse la clonazione di quello strano personaggio che si aggira per supermercati con l’aria di un nonno bonario? Quand’è così, sinceramente, mi sento un po’ a disagio a dire buon Natale perché un simile augurio paia dire: sii sereno; sii buono; stai in pace. Il che è niente male. OK!. Ma perché? Qual è il motivo per cui dovrei essere sereno, buono, in pace? Ecco allora che non basta cercare un “altro” Natale per riscoprire la bellezza di questa festa. Ma bisogna cercare un “natale altro” (scusate il bisticcio di parole”!). Cioè un natale che apre” altri” orizzonti e che mi spieghi perché in questi giorni (e poi non solo in questi giorni!) io possa essere veramente contento e non arrabbiato per la vita , la politica, l’economia, la salute, il lavoro, i soldi, e, soprattutto, per la morte. Credo che se , in questo tempo, staccassimo la spina dalla corrente ordinaria della vita e ci mettessimo a riflettere su cosa stiamo facendo o ci prenderebbe l’angoscia per questa gioia forzata oppure potremmo riscoprirne il senso cercando il “perché perduto” della festa. E questo perché lo riscopriremo soltanto nel riascoltare lo straordinario racconto di un Bambino nato da una Vergine o del Verbo fatto carne, come sintetizzava Giovanni l’evangelista. È quello che ripetiamo anche noi al Santuario della Madonna della Stella. Il messaggio della Madonna a Righetto”sii buono” (cfr. numero precedente dell’Eco) trova in Gesù, Verbo incarnato, la sua motivazione e la sua consolazione. Così il Natale diventa veramente “buono” e “altro” rispetto alla confusione festaiola del periodo. Dalla Comunità passionista del Santuario allora un augurio che il Verbo incarnato ci renda “buona” la vita e, perché no!, anche il Natale! P. Luciano Temperilli
Ci sarà sempre la possibilità di celebrare il sacramento della riconciliazione |














